curiosità

Il Machmum

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Traslitterare i nomi dall’arabo è sempre una cosa molto difficile; di solito, in Tunisia si utilizza la fonetica francese, in alti stati arabi quella inglese. Io cerco di renderli il più possibile pronunciabili in italiano ma non è sempre semplice: “machmum”, ad esempio, va letto proprio come è scritto ricordandosi che “ch” in francese si pronuncia sc /ʃ/, come nella parola “sciarpa”.

Dopo questa premessa linguistica posso iniziare a raccontarvi del machmum!

Il nome deriva dal verbo arabo شم  (chamma) cioè annusare.  Si tratta di un bouquet di gelsomino, per l’esattezza si tratta di fiori di fol, una varietà di gelsomino.

Jasminum è un genere di piante appartenente alla famiglia Oleaceae (come l’olivo!) che comprende circa 200 specie di piante arbustive e ornamentali. Tra queste troviamo vari tipi di gelsomino. Per gli arabi musulmani il paradiso è profumato con i fiori di gelsomino. Quello che maggiormente si trova in Italia è il Jasminum officinale mentre quello più utilizzato per fare i machmum è il il  fol, cioè il Jasminum sambacgelsomino d’Arabia. Originario dell’India, questo gelsomino è uno dei più famosi per il suo profumo inebriante, ha i fiori bianchi e grandi e i petali lunghi.

220px-Jasminum_officinale  (gelsomino)      jasminum_sambac1    (fol)

I machmum sono onnipresenti in estate in Tunisia; ovunque troverete un venditore ambulante di questi deliziosi mazzolini. Di solito sono gli uomini che li vendono, vestiti tradizionalmente e con  la chechiya in testa. Mi è capitato solo una volta, l’estate passata, di vedere una signora che li vendeva!

estate 2007 125

Li troverete di giorno e di sera mentre passeggiate in Avenue Bourguiba, mentre sorseggiate un buon tè in un qahwa (bar), in spiaggia.,..praticamente ovunque! Non sono una trovata per turisti, tant’è vero che molti tunisini li comprano e questi mazzolini sono più “indossati” dagli uomini che dalle donne: e sì, perchè il machmum va portato all’orecchio!

mach

Una varianre “moderna” sono i fiorellini di fol infilati per formare una collana profumatissima…

DSCN6340  …eccomi in Tunisia con la mia collana di fol!!

Una curiosità al riguardo è che il machmum è tra i prodotti esportati in Francia, anche se ha una durata molto labile: pensate che dopo 24 ore i fiorellini si appassiscono e perdono il loro caratteristico profumo; subito dopo la produzione vengono portati in aeroporto e traspostarti in aereo e in 2 ore raggiungono Parigi!!

Da 15 anni nella città di Radès, per festeggiare questo fiore,  si organizza un festival e nel 2007 Ferjeni Alaghrbi ha preparato un machmum gigante che è entrato nel libro dei Guinnes: era composto da 500 piccoli machmum e ci sono voluti 6kg di fol per un totale di 23040 fiorellini!!

Per la Tunisia il gelsomino è un simbolo nazionale: viene chiamata o “verde” o “il paese del gelsomino”, forse per la grande quantita di questo fiore! Non dimentichiamoci che anche la rivoluzione del 2011 è stata chiamata “la rivoluzione dei gelsomini” e, ad esempio, ad Hammamet la zona turistica si chiama Jasmine Hammamet.

tunisia 2009 668    statua ad Hammamet all’ingresso della medina

Per fare un machmum serve una certa manualità e poi dei fiorellini di fol (meglio se hanno ancora il gambo verde), dei bastoncini di halfa (in italiano “sparto”  o “alfa”) e del filo da cucito bianco o rosa.

In questo video, con il sottofondo di una bella canzone, vediamo come si realizza un machmum!

Il gelsomino, originario dell’ India, fu importato nell’Europa dai navigatori spagnoli fra il 1524 ed il 1528, ma in Italia fu poco conosciuto o poco apprezzato.

Il primo ad averne qualche esemplare fu Cosimo I de’ Medici: era così incantato da questo fiore che voleva esserne l’unico possessore e quindi proibì ai suoi giardinieri di farlo uscire dal suo giardino. L’ordine fu scrupolosamente rispettato per molti anni finchè un giovane giardiniere ne regalò un rametto alla fidanzata. Alla giovane piacque  moltissimo e per farlo vivere più a lungo lo piantò. Il gelsomino continuò a crescere e si riprodusse, tanto che i passanti che lo vedevano nel giardino della ragazza volevano comprarlo e così, vendendolo, la ragazza fece una fortuna. Ho letto da qualche parte che da allora, in Toscana, la tradizione vuole che le spose aggiungano un rametto di gelsomino al bouquet di nozze come segno di buona fortuna e prosperità.

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Michela

2 Comments

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