curiosità

il ramadan رمضان

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Con questo articolo vorrei fare un pò di luce sulle tante cose che si sentono sul RAMADAN, a cominciare dal nome che termina con la lettera N (non so perchè ma tante delle persone lo fanno finire con la m).

Si sente spesso dire che “i musulmani fanno il ramadan” ma è un’espressione che non ha un reale significato perché “Ramadan” è semplicemente il nome del nono mese del calendario lunare usato dai musulmani. La sua enorme importanza, sacralità e “generosità” (si legge spesso “ramadan karim” cioè “ramadan generoso”) derivano dal fatto che, proprio in questo mese, il Corano fu rivelato a Mohammed dall’arcangelo Gabriele nella grotta di Hirāʾ sul monte Jabal An-Nūr, vicino a La Mecca.

Si ritiene probabile che la rivelazione sia avvenuta nei tre giorni a cavallo della cosiddetta “notte del destino” (“laylatu al-Qadr”) che tradizionalmente si colloca nella notte fra il 26 esimo e il 27 esimo giorno di ramadan (ma ci sono scuole di pensiero che dicono data diverse).

Recita il Corano:


La Notte del Destino è migliore di mille mesi.
In essa discendono gli angeli e lo Spirito, con il permesso del loro Signore, per (fissare) ogni decreto.
E’ pace, fino al levarsi dell’alba

Siccome è un mese lunare, inizia non appena si scorge nel cielo la luna nuova (hilal). Quest’anno è iniziato il 18 giugno, giusto pochi giorni fa, e durerà per un mese lunare, quindi 29 o 30 giorni. La data precisa di inizio e di fine non si conosce mai in anticipo, se non approssimativamente: ci sono quindi degli studiosi che controllano l’esatta posizione della luna e decretano l’inizio e la fine del mese.

Di anno in anno il mese di ramadan cade in un momento differente dell’anno solare dato che il  calendario islamico è composto da 354 o 355 giorni (10 o 11 giorni in meno dell’anno solare ),  circa 10 giorni prima dell’anno precedente e ci vogliono circa 33 anni per completare il ciclo.

L’Islam si basa su Cinque Pilastri:

  • professione di fede nell’unicità divina e nella missione profetica di Muhammad (shahada)
  • cinque preghiere rituali quotidiane (salat)
  • digiuno (saum) nel mese di Ramadan
  • pellegrinaggio alla città santa di La Mecca da compiersi almeno una volta nella vita (hajj)
  • pagamento della decima annuale (zakàt)

e, appunto, il DIGIUNO nel mese di ramadan è il quarto pilastro .

I musulmani, in questo mese, dall’alba al tramonto  non possono bere, mangiare, fumare e praticare attività sessuali. Si intensifica anche l’attività di preghiera, con la lettura intera del Corano, con  una preghiera particolare (tarauih), con il ritiro spirituale (I’tikaf), con la meditazione, con la carità.

Al termine del ramadan, viene celebrato l’3aid al Fitr, cioè la festa della interruzione (del digiuno), detta anche la “festa piccola”, 3aid al-saghir.

Le persone malate o le donne durante il ciclo non devono ma dovrebbero  recuperare i giorni saltati appena possibile. Le donne incinte o che allattano, i bambini e le persone molto anziane o in viaggio possono non digiunare  e dovrebbero, al suo posto, secondo le loro possibilità, fare la carità, ad esempio aiutare o nutrire le persone bisognose indipendentemente dalla loro religione o gruppo etnico.

Nel momento preciso in cui il sole tramonta il digiuno viene rotto: la tradizione vuole che si mangi un dattero e magari si beva dell’acqua o del latte, perché così faceva il profeta Mohammed.

Il digiuno ha varie interpretazioni spirituali: gli si attribuisce, ad esempio,  la dote di insegnare all’uomo l’autodisciplina, l’appartenenza a una comunità, la pazienza e l’amore per Dio. Un’altra interpretazione è che il digiuno ricordi al praticante le privazioni dei poveri e quindi faccia apprezzare i doni di Dio, riflettere sul valore della carità e generosità verso i meno fortunati.

Il digiuno nel mese di ramadan è uno dei pilastri maggiormente sentiti e rispettati anche se è vero che è rispettato maggiormente nel  suo aspetto esteriore e fisico, cioè nell’astinenza da cibo, bevande e negli atti sessuali, piuttosto che nelle componenti mentali e spirituali. La capacità di autoconcontrollarsi mentalmente, nei pensieri e quindi nelle azioni, anche a seguito proprio del digiuno fisico, dovrebbe essere fondamentale e parte integrante delle condizioni necessarie per la validità del digiuno stesso. Troppo spesso, invece, gli eccessi verbali, gli sfoghi d’ira, le manifestazioni di collera assumono una certa rilevanza in questo periodo, senza però apparentemente invalidare la continuità del rito dell’astinenza.

Bhè, siccome si dice che le buone azioni in questo mese, così come quelle cattive, valgono il doppio è il caso di riflettere bene su cosa si fa!!

رمضان كريم و كل عام أنتم بخير   (ramadan karim w kull 3am entom bikhair = che ramadan sia generoso e ogni anno stiate bene)

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Michela

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