curiosità

La mano di Fatima

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La Mano di Fatima o Khamsa (in arabo vuol dire “cinque”) è un simbolo utilizzato come amuleto, talismano o gioiello per proteggersi dal malocchio e dalle influenze negative in genere.

La mano è un simbolo diffuso in gran parte del mondo sin da epoche preistoriche: dalle mani rupestri positive e negative del Tassili (Algeria del sud) risalenti ad un periodo compreso tra i 9000 e i 7000 anni fa, alle mani dipinte di Catal Huyuk (Anatolia, 6000 anni fa), a quelle rappresentate sulla stele di Chalcacingo, opera della civiltà olmeca, la più antica e misteriosa tra quelle centroamericane.

In tunisia il simbolo della mano esisteva però già dai tempi punici ed era associato alla dea Tanit.

Immagine   La troviamo qui in una stele conservata al museo di Cartagine.

La leggenda narra che Fatima, la figlia del Profeta Mohammed, si fosse ingelosita a causa della decisione del marito, Ali, di prendere un’altra moglie. Profondamente amareggiata dall’arrivo di questa donna, Fatima non si accorse di aver lasciato cadere il cucchiaio di legno con cui stava cuocendo il semolino e continuò a mescolare la cena con la mano, senza sentire nessun dolore poiché la pena che provava nel cuore era talmente forte da non farglielo sentire. Quando il marito arrivò in cucina, trovandola in quello stato, le chiese cosa stesse facendo e, solo in quel momento, lei si accorse della bruciatura e del forte dolore alla mano. Alì si prese cura di lei ma poi le disse che avrebbe passato la notte con la nuova sposa. Fatima accettò la volontà del marito ma li osservò di nascosto da una fessura tra le assi di legno della parete della camera. Quando vide Ali baciare la nuova moglie, una lacrima le uscì dagli occhi per andarsi ad appoggiare sulla spalla di Alì, facendogli capire l’amore che Fatima provava per lui e convincendolo a rinunciare alla nuova moglie.

Da questa leggenda le giovani donne arabe ed islamiche traggono l’importante simbologia che accompagna la mano Fatima: le donne che la indossano, infatti, riceveranno il dono della pazienza che porterà loro gioia, fortuna e ricchezza.

La Khamsa è  comune alla religione islamica, a quella cristiana d’oriente e a quella ebraica. In quest’ultima è conosciuta come “Mano di Miriam”, sorella di Aronne e Mosè. Il numero cinque, in questo caso, è associato al numero dei libri della Torah, il Pentateuco: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio e alla  quinta lettera dell’alfabeto, Heh, che rappresenta uno dei nomi di Dio. Nella religione cristiana d’oriente la figura di Miriam è stata traslata con quella di Maria.

Per i sunniti le cinque dita corrispondono ai cinque pilastri dell’Islam, gli sciiti vi riconoscono l’autorità dei “cinque uomini con il turbante”, i cinque grandi personaggi sacri: Mohammed, Ali, Fatima, Hassan e Hussein ed entrambe le correnti le riconducono ai cinque versetti della sura Al-Falak che ha l’effetto di proteggere.

Per donare gioia, pace e prosperità, le dita possono essere messe verso l’alto o verso il basso anche se si dice che la Mano di Fatima indossata con la punta verso l’alto sia un potentissimo talismano che ci si sta proteggendo da influssi negativi, gelosie e malocchio. La Khamsa è una sorta di muro invisibile tra chi osserva e chi è osservato.

 

C’è anche chi nella sua forma vede la lacrima che fece ravvedere Alì.

mano d  Questo è il mio orecchino che mi accompagna da agosto 2009!

 

 

 

 

 

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Michela

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