curiosità

L’hennè

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L’hennè, il cui nome botanico è Lawsonia inermis, è una pianta che può sopravvivere per oltre 100 anni originaria delle regioni calde subtropicali e degli altipiani dell’Africa centro-orientale, è coltivata però soprattutto in India, Tunisia, Egitto, Sudan, Arabia, Iran, Cina ed anche in Florida. In Tunisia l’hennè più pregiato viene dalla zona di Gabès e anche nell’oasi di Chenini viene coltivato, anche dal nostro amico Monji!      

  

DSCN8426    Monji con un rametto di hennè        index    pianta di hennè

Le tracce del suo utilizzo si sono trovate in numerose civiltà antiche, a partire da circa 9000 anni fa, e in molti Paesi. I motivi decorativi celebravano soprattutto la fertilità e la sessualità femminile. Anche gli antichi egizi lo utilizzavano per le sue qualità medicinali e profumanti e nelle tombe dei faraoni sono state ritrovate polveri ricavate dalle sue foglie e alcune mummie avevano le unghie colorate con l’hennè. Si è anche scoperto che fu usato per tingere i capelli della mummia di Ramses II che ne aveva anche i piedi e le mani coperti.
La leggenda siriana di Baal e Anath (2100 a. C.)  racconta dell’hennè sulle mani della donna durante il rito del loro matrimonio.
Alcuni testi assiri del VII secolo a.C. descrivono i preparativi del matrimonio di una giovane donna con i  palmi delle mani e le unghie colorate con l’henné.
In Cina le donne ci dipingevano fiori sulle unghie. In Vietnam le donne si smaltavano i denti di nero e l’henné, addizionato con additivi annerenti, offriva loro una tintura economica. Nella regione orientale del Mediterraneo e in Egitto, gli ebrei e i primi cristiani ci ornavano le mani delle donne, tradizione che fu ripresa poi dai musulmani.
Poi l’henné conquistò l’India nel XII secolo dove è ancora usato dai musulani e dagli induisti.

Ecco come si trova in vendita nei mercati:

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Si possono comprare anche le foglie già essiccate ma principalmente si acquistano già macinate e ridotte in polvere.
Questa polvere verde viene stemperata in acqua calda, in modo da ottenere una pasta fluida, si aggiunge un cucchiaio di aceto o limone all’impasto perchè sono acidi e contribuiscono a fissare meglio il colore.

In Tunisia questa pasta viene stesa sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi in maniera uniforme magari facendo qualche motivo sulle dita o dei puntini. Bisogna poi coprire la parte tatuata e aspettare circa 4 ore senza toccare niente. Quando la pasta sarà secca, si toglie l’eccedenza e si sciacqua. Il colore risulterà dall’arancione al rosso scuso, a seconda della pelle, del tempo di attesa e della bravura della hannena, cioè la signora che mette l’hennè.

408614_310011812374229_416180323_n                              385921_310009619041115_1112379498_n_mini

L’hennè (che in Tunisia si chiama hénna) è utilizzato in cosmesi, in medicina ed anche in molte occasioni religiose e festive in molti paesi arabi e non: si usa per decorare le mani e i piedi di tutte le spose, al sud della Tunisia viene portato in dono dal fidanzato alla promessa sposa che lo utilizzerà il giorno delle nozze per le sue decorazioni rituali. Si usa in occasione delle circoncisioni dei bambini e in generale per ogni festa, anche dagli invitati, come portafortuna. Di solito sono principalmente le donne che ne fanno un utilizzo nelle cerimonie, gli uomini solo il giorno del proprio matrimonio si mettono l’hennè su un dito, di solito il mignolo, ma poi lo usano per scopi medicinali. Sì, perchè è un rimedio per una grande varietà di disturbi. Ad esempio si utilizza l’estratto acquoso, di colore giallo, aranciato o bruno, come colluttorio per fare gargarismi e contro il mal di gola; poiché gli si attribuiscono proprietà astringenti e antimicotiche, viene anche utilizzato contro infiammazioni ed eruzioni della pelle, herpes, psoriasi, foruncoli, scottature, ematomi, forfora, ecc.

Viene anche utilizzato per uso interno, nonostante il suo sapore molto amaro, sotto forma di estratto per combattere l’emicrania, la calcolosi, l’ingrossamento della milza, le malattie dell’apparato digerente, come antidissenteria e  come abortivo per le sue proprietà oxitociche.

L’hennè è stato adoperato con successo anche nell’industria tessile per la colorazione di molte fibre; il suo uso in combinazione con vari sali inorganici ha permesso di ottenere una vasta gamma di colori, dal marrone al grigio, oltre a quello rosso originale, colori che diventano permanenti e resistenti al lavaggio col sapone, al candeggio e alla luce del sole se il filato viene messo a bagno con una soluzione acida prima e dopo la colorazione.

In Italia e nel resto del mondo è utilizzato soprattutto come tintura per capelli, in alternativa ai coloranti chimici: al contrario delle tinture chimiche, non penetra all’interno del capello ma si deposita e lega sulle squame della sua cuticola: si ha così un effetto “sostantivante”, cioè il diametro del capello aumenta leggermente e la capigliatura diventa più voluminosa e resistente agli agenti esterni, oltre che più luminosa e dall’aspetto “sano”. Ecco perchè le donne arabe hanno dei capelli bellissimi!!!!

L’hénna non va confuso con l’harqus: quest’ultimo è un inchiostro fatto con la noce di galla, i chiodi di garofano, ossido di ferro e incenso. I disegni sono più precsi di quelli fatti con l’hennè ma tende a sparire più rapidamente. Si prepara in una teglia di ceramica coperta, chiamata zliziyya. La corteccia della noce viene immersa nell’acqua; poi si strizza e il liquido viene poi mescolato con l’ossido di ferro. Si mette tutto nella pentola e si cuoce a fuoco lento.

Si mette sulla pelle con un applicatore e si fa essiccare per almeno un’ora e, siccome è di colore quasi nero, serve per abbellire i disegni molto semplici fatti con l’hennè .

A seconda componenti che possono variare, è possibile che l’harqus sviluppi un’allergia: ecco spiegate le brutte esperienze che tanti turisti hanno avuto nei paesi arabi. Per scarsa informazione si sono fatti fare un tatuaggio credendo che fosse l’hennè, quindi una cosa naturale, ed invece era harqus, cioè in pratica un inchiostro e forse anche di scarsa qualità perchè se fatto in casa è dfficile che dia allergia.

     DSCN8697_mini  Monjia all’opera!!    DSCN6934_mini

     DSCN5501     mani con hennè e harqus

Come dicevo, l’hennè è usato per decorare le spose non solo in Tunisia ma in molti altri paesi tra i quali, ho scoperto, anche in India. Ad una cara amica americana che si è sposata con un ragazzo di origini indiane hanno decorato le mani e i piedi con l’hennè e ci hanno spiegato che in India più il colore verrà scuro e più l’amore tra gli sposi è forte!

Ecco le fasi di preparazione delle mani e piedi della mia amica Erin:

       Miami 2009 124      Miami 2009 125

  Miami 2009 145   …diciamo una versione “moderna” della sposa che aspetta che si asciughi l’hennè

Miami 2009 128  il risultato!

Miami 2009 364

…..ed eccoci in quello che ricordo come un giorno meraviglioso….una settimana meravigliosa….un matrimonio meravigioso tra due persone innamorate e splendide!

A volte paesi lontani, culture lontane…. non sono poi così lontani!

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Michela

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